Tra virgolette...

 

HANDIMATICA 2008



 

14 SETTEMBRE 2008

SONO APERTE LE ISCRIZIONI AL

CORSO DI PRIMO LIVELLO

DI LINGUA DEI SEGNI ITALIANA

 

Giorni ed orari di lezione: Martedì  /  Giovedì,   in orario da definire

Monte ore formativo: 100 ore comprensive di teoria,  pratica,  tirocinio e lavoro individuale.

Inizio delle lezioni: Seconda settimana di Ottobre

Luogo di svolgimento: Sede LIS - Learning

Per iscrizioni ed ulteriori informazioni: inviare richiesta via e-mail scrivendo alla segreteria (segreteria@lis-learning.com), oppure telefonare al numero 333 8372048

N° Massimo  di  iscritti: 10

Scadenza delle Iscrizioni : Lunedì 10 Ottobre 2008


 

21 APRILE 2008



ASSOCIAZIONE NAZIONALE INTERPRETI DI LINGUA DEI SEGNI ITALIANA

Presidenza Nazionale: ANIMU - Corso Lucci,  102 80142 – NAPOLI

Li  18.04.08  Prot  6/08

Spett.le  Redazione sordionline

CON PREGHIERA DI URGENTE PUBBLICAZIONE NELLA FORMA CHE RITERRETE OPPORTUNA MA, SE POSSIBILE,  CON L’EVIDENZA  NECESSARIA DETTATA  DALLA GRAVITA’ DEGLI ERRORI CHE ABBIAMO LETTO.

COMUNICATO 

Il Presidente Nazionale ANIMU,  letto in diversi siti internet  l’articolo del Dott. Carlo Eugeni consistente nella  Relazione recentemente tenuta dal medesimo presso l’Università di Napoli Federico II,  interviene a rettifica delle numerose INESATTEZZE  ivi contenute  e che possono ingenerare confusione ed equivoci nei lettori.
L’intervento si rende ancor più necessario ed urgente in quanto potrebbero essere indotti in errore anche Operatori, Interpreti LIS,  Insegnanti e  Genitori  di sordi con le gravi  conseguenze  che è facile immaginare. 

Nella relazione di rettifica che segue sono riportate in neretto le affermazioni del relatore che risultano  ASSOLUTAMENTE ERRATE  mentre in maiuscolo sono riportate le  relative  rettifiche e precisazioni. 

Nel ringraziarvi della collaborazione invio cordiali saluti

Il Presidente Nazionale ANIMU

      Prof.  Dino  Giglioli

Bologna  18.04.08

 

RELAZIONE DI RETTIFICA

L’ARTICOLO  del Dott. Eugeni è riportato  in corsivo mentre le nostre  RETTIFICHE  sono evidenziate  in maiuscolo

Titolo della relazione:
Una panoramica della situazione dei sordi italiani in generale e della lingua dei segni italiana in particolare

Intervento di Carlo Eugeni, Università di Napoli Federico II

Nei prossimi dieci minuti farò una panoramica della situazione dei sordi italiani in generale e della lingua dei segni italiana in particolare. Per prima cosa riporterò la suddivisione medica che fa la legislazione italiana della sordità. Successivamente, analizzerò brevemente la comunicazione tra i sordi perlinguali italiani, giuridicamente ancora definiti “sordomuti”.

NON E’ VERO: I SORDOMUTI NON SONO PIU’ GIURIDICAMENTE DEFINITI TALI IN VIRTU’ DELLA LEGGE 95/2006.  

Quindi passeremo al capitolo Accessibilità, dove farò il punto sullo stato dell’arte della Lingua dei Segni Italiana nei quattro settori di maggiore interesse: istruzione, comunicazione, televisione e università. Chiuderò con lo stato di avanzamento del riconoscimento della LIS come disciplina di studio. In Italia, la perdita di udito è suddivisa in quattro gradi fasce, secondo la classificazione del Decreto Ministeriale 5.2.1992:
Lieve, tra i 20 e 40 decibel di perdita di udito;
Media, tra i 40 e i 70 decibel.
Fino a questo stadio, la legislazione italiana non riconosce alcun grado di disabilità;

NON E’ VERO,  IL DECRETO CITATO (CHE EVIDENTEMENTE NON E’ STATO  LETTO) ATTESTA LA  DISABILITA’ ANCHE CON UNA IPOACUSIA, AD ESEMPIO,  DI 40 O 50 DECIBEL. IN TAL CASO L’INTERESSATO   SARA’ SEMPRE UN DISABILE INVALIDO CIVILE  MA NON SARA’  SORDO  IN BASE ALLA LEGGE 381/70.  (AL RIGUARDO BASTA LEGGERSI LA PAGINA 27 DEL DECRETO CHE HA COME TITOLO “ TABELLA DEI DEFICIT UDITIVI – PUNTEGGIO PERCENTUALE DI INVALIDITA”)

  Grave, tra i 70 e i 90 decibel. Da 75 decibel in su, la legislazione italiana riconosce lo statuto di “sordomuto” a coloro che hanno perso l’udito prima dei 12 anni, per un tasso non superiore al 60%;

A PARTE LA PERLA LESSICALE DELLA PAROLA “TASSO” E’ BENE PRECISARE  CHE IL DECRETO CITATO NON RIPORTA “TASSO DEL 60%” BENSI’  “IPOACUSIA  PARI O SUPERIORE A 60 DECIBEL”.  
NELLA FRASE RIPORTATA IN NERETTO  CI SONO BEN TRE ERRORI:
1 - E’ SBAGLIATA LA PAROLA TASSO, 
2 - E’ SBAGLIATA L’INDICAZIONE DI PERCENTUALE  (SI TRATTA DI PERDITA IN
DECIBEL E NON   DI PERCENTUALE DI PERDITA)
3 – OCCORRE PRECISARE CHE TALE PERDITA VA RIFERITA ALL’ORECCHIO
MIGLIORE.

  Profonda, con soglia uguale o superiore ai 90 decibel.

Sono riconosciuti tre gruppi:

gruppo: sordità per le frequenze tra i 125 e i 4000 Hertz all’intensità di 90 db;
gruppo: sordità per le frequenze tra i 125 e i 2000 Hertz all’intensità di 90 db;
gruppo: sordità per le frequenze tra i 125 e i 1000 Hertz all’intensità di 90 db.
Quanto ai dati demografici, in Italia ci sono 5 milioni di audiolesi, di cui 70.000 sordomuti o sordi prelinguali come si preferisce chiamarli.

Di questi 60 % parla la Lingua dei Segni Italiana come lingua madre e il 40 % l’italiano.

ANCHE I SORDI SEGNANTI PARLANO L’ITALIANO  E   GRADIREMMO MOLTO ANCHE SAPERE, NEL CASO DEI SORDI,  COSA SI INTENDE  PER LINGUA MADRE: QUELLA FORSE DEI GENITORI PARLANTI?  SE PER LINGUA MADRE SI INTENDE QUELLA  UTILIZZATA IN FAMIGLIA ALLORA LA PERCENTUALE DI TALI SORDI SEGNANTI (ATTESTATA DAL RELATORE AL 60%) E’  IN REALTA’ DEL 10% OVVERO DI COLORO CHE HANNO GENITORI SORDI SEGNANTI.

Se guardiamo ai dati riguardanti le persone al di sotto dei 36 anni, però, ci rendiamo conto che i dati sono totalmente diversi. Solo il 10 % (si tratta di persone nate principalmente in una famiglia di sordi) parla la LIS 

(PARLA LA LIS E’ UNA CONTRADDIZIONE IN TERMINI)

…….. e ben il 90 % (nati in famiglie udenti) l’italiano

VALE LA MEDESIMA OSSERVAZIONE   RIPORTATA SOPRA ; INOLTRE, CHE IL 90% DEI SORDI PARLI L’ITALIANO E’ UN’AFFERMAZIONE CHE  NON DICE NULLA  VISTO CHE TUTTI I SORDI , PIU’ O MENO BENE,  PARLANO L’ITALIANO.  ED IL 10% DEI SORDI FIGLI DI SORDI, CHE USANO CORRENTEMENTE LA LIS,  NON PARLANO FORSE ANCH’ESSI L’ITALIANO?

 Il bilinguismo è ancora un’utopia sebbene molti giovani siano in grado di esprimersi in maniera corretta e comprensibile in entrambe le modalità La ragione sta nella legislazione in materia di istruzione.

Se è vero che sempre più giovani sono attratti dalla LIS e quindi la imparano in età adulta per comunicare con amici sordi, la legislazione in materia di istruzione ha svolto un ruolo cruciale in questa suddivisione. Fino al 1880, l’istruzione dei bambini sordi avveniva in istituti speciali in LIS

NON E’ VERO.  SAREBBE BENE CHE L’ARTICOLISTA SI DOCUMENTASSE SU CIO’ CHE AVVENIVA NEGLI ISTITUTI SPECIALI:  DI CERTO NON SI INSEGNAVA  IN LIS COME DICE L’AUTORE; CHE POI I SORDI FOSSERO LIBERI DI SEGNARE  AL DI FUORI DEI MOMENTI DIDATTICI QUESTO E’ TUTTO UN ALTRO DISCORSO .

 Nel 1880, però, il congresso di Milano stabilì che “considerando che l’uso simultaneo della parola e dei gesti ha lo svantaggio di nuocere alla parola, alla lettura sulle labbra e alla precisione delle idee, dichiara che il metodo orale deve essere preferito”. Da allora, sempre negli istituti speciali l’italiano inizia a essere utilizzato come lingua ufficiale di insegnamento, ma la LIS continuava a essere utilizzata negli istituti gestiti dalla Chiesa

L’AFFERMAZIONE E’ FRUTTO DI PURA FANTASIA:  AL TEMPO C’ERANO ISTITUTI   DOVE SI ERA PIU’ O MENO LIBERI DI SEGNARE MA QUESTO NON HA NULLA A CHE VEDERE  CON   IL FATTO CHE CERTI  ISTITUTI FOSSERO “GESTITI” DALLA CHIESA.

….  e per la comunicazione tra sordi. Nel 1976 e nel 1977 due leggi, la legge n. 360 del 1976 e n. 517 del 1977, sanciscono che la persona handicappata deve essere integrata nelle scuole e nelle università pubbliche. Il Comma 1

 IL COMMA 1 DI QUALE  ARTICOLO?  ED IN QUALE DELLE DUE LEGGI CITATE ?

 stabilisce che gli enti locali e le unità sanitarie locali devono assegnare personale docente specializzato e operatori e assistenti specializzati. Sempre nel 1977 il Decreto del Presidente n. 616 stabilisce l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale. Tuttavia, ancora non si parla di interpreti.

ED INFATTI …. CHE  C’ENTRANO GLI INTERPRETI?

Solo nel 1992 la Legge n. 104 introduce la figura dell’assistente alla comunicazione che si avvicina di molto a quella dell’interprete.

VA PRECISATO   CHE  GLI ASSISTENTI ALL’AUTONOMIA ED ALLA COMUNICAZIONE SONO PREVISTI DALLA LEGGE 104/92 PER I DISABILI SENSORIALI OVVERO SIA PER I SORDI CHE PER  I CIECHI..  VA ANCHE SOTTOLINEATO   CHE GLI ASSISTENTI  ALL’AUTONOMIA E LA COMUNICAZIONE SONO BEN ALTRA COSA RISPETTO AGLI INTERPRETI. E’ EVIDENTE CHE L’ARTICOLISTA  CONFONDE IL RUOLO CON LE COMPETENZE IN QUANTO GLI INTERPRETI LIS,  CON OPPORTUNE INTEGRAZIONI FORMATIVE,  POSSONO FARE GLI ASSISTENTI ALLA COMUNICAZIONE  (E QUESTO ACCADE DI FREQUENTE)  MA SI TRATTA DI  TUTT’ALTRO DISCORSO.

Pochi giorni fa, infine, il Governo ha emesso un Disegno di Legge che recepisce la direttiva dell’UE 1988 e la raccomandazione dell’ONU del marzo 2007 sancendo la Rimozione delle barriere, la promozione del bilinguismo e il riconoscimento della LIS.

DIMENTICATA EVIDENTEMENTE LA RISOLUZIONE UE DEL 1998.

Quanto alla figura dell’assistente alla comunicazione, che ho appena menzionato, si tratta di un vero e proprio interprete di simultanea che però opera i ambito sociale (università, scuola dell’obbligo, sanità, tribunali, ecc. 

L’AFFERMAZIONE E’ INCOMPLETA,  RIDUTTIVA E FUORVIANTE.
COSA SIGNIFICA  “PERO’ OPERA  IN AMBITO SOCIALE”?  ANCHE GLI INTERPRETI OPERANO IN AMBITO SOCIALE.  INOLTRE VA AFFERMATO CHE L’ASSISTENTE ALLA COMUNICAZIONE TALVOLTA  OPERA INTERPRETANDO IN SIMULTANEA E TALVOLTA NO. 
ESSERE UN INTERPRETE LIS E’ UN PREREQUISITO IMPORTANTE (MA NON UNICO) PER FARE L’ASSISTENTE ALLA COMUNICAZIONE.

Secondo la legge,
(QUALE LEGGE??????    NON ESISTE  NESSUNA LEGGE  OVE SIA SCRITTO  QUANTO AFFERMA DI SEGUITO L’AUTORE ) 
l’assistente alla comunicazione, se sordo, si chiama educatore e deve conoscere benissimo la Lingua dei Segni italiana; aver frequentato un corso di formazione e avere diploma di maturità per il nido, la scuola materna e la scuola elementare; di laurea per le scuole fino alle superiori. Se udente, invece, non può chiamarsi educatore e deve essere figlio di sordo segnante (la sua competenza deve essere valutata mediante un esame) oppure aver frequentato un corso di Lingua dei segni di almeno 400 ore; aver frequentato un corso di formazione; frequentare regolarmente la comunità dei sordi e avere diploma di maturità per il nido, la scuola materna e la scuola elementare; di laurea fino alle superiori.

TUTTO IL PARAGRAFO PRECEDENTE E’ LA RIPRODUZIONE FEDELE DI UN OPUSCOLO DELL’ENS DOVE SI RIPORTANO LE OPINIONI DI DETTA ASSOCIAZIONE SUL RUOLO E LA FIGURA DELL’ASSISTENTE ALLA COMUNICAZIONE. 
A PARTE L’OPINABILITA’ DI CERTE AFFERMAZIONI CONTENUTE NELL’OPUSCOLO,  IL RELATORE HA PRESO EVIDENTEMENTE UN ABBAGLIO PERCHE’  HA  CONFUSO  QUELLE INDICAZIONI  PER NORME DI LEGGESI SOTTOLINEA E SI RIPETE CHE NON ESISTE NESSUNA LEGGE AL RIGUARDO. 

Per interpretare all’università, può lavorare solo se accreditato dall’ente nazionale sordi (ENS) come interprete ed essere iscritto nelle liste della regione.

CI SONO  DUE AFFERMAZIONI,    ENTRAMBE  FALSE
LA PRIMA:  “CHE  L’INTERPRETE DEBBA ESSERE ACCREDITATO DALL’ENTE NAZIONALE SORDI”.          ....   NON E’ VERO !!!!!!!
LA SECONDA:  “L’INTERPRETE DEVE ESSERE ISCRITTO NELLE  LISTE DELLA REGIONE”.         NON  ESISTONO AFFATTO  TALI LISTE.

IN NESSUNA PARTE D’ITALIA ESISTONO LE LISTE REGIONALI DEGLI INTERPRETI.   PER COMPLETEZZA DI INFORMAZIONE AGGIUNGIAMO CHE NELLA SOLA REGIONE EMILIA ROMAGNA ESISTONO GLI ELENCHI PROVINCIALI (E NON REGIONALI)  MA CHE LE UNIVERSITA’  DI QUEL TERRITORIO,  IVI COMPRESA BOLOGNA,   NON VI ATTINGONO AFFATTO.  VICEVERSA, NELLE ALTRE REGIONI SOLITAMENTE LE UNIVERSITA’ EMANANO BANDI VOLTI ALLA REDAZIONE DI UNA GRADUATORIA ALLA QUALE ATTINGERE.

A tal proposito, all’università, indipendentemente dalla natura della sordità, viene offerto un servizio di accessibilità alle lezioni per un monte ore limitato (solitamente 150 ore annuali) che consiste. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’università mette a disposizione uno studente che lavora part-time per l’università e che prende appunti per lo studente sordo durante le lezioni di suo interesse (92% dei casi); in altri rari casi viene offerto un servizio di sbobinatura della lezione (1,5%) previa registrazione audio e tramite o meno software di riconoscimento del parlato. Per quanto riguarda l’accessibilità in diretta abbiamo casi di sottotitolazione con stenotipia (2,5%) o di interpretazione in LIS (4%), ma solo per poche ore l’anno (solitamente 30).

IL “SOLITAMENTE” E’ UN’AFFERMAZIONE CAMPATA IN ARIA:  NON E’ COSI’ IN MOLTISSIME UNIVERSITA’ ITALIANE.

Per quanto riguarda la televisione, la cosiddetta Legge Stanca del 2005 e il contratto nazionale tra la RAI e il Governo, da cui dipende, impongono un aumento graduale della sottotitolazione delle trasmissioni fino a raggiungere il 100% nel 2009. Allo stato attuale, solo il 15 % dei programmi della RAI (25% in estate quando vecchi telefilm già sottotitolati in passato vengono ritrasmessi) e l’8 % dei programmi Mediaset (14% in estate) sono sottotitolati. Solo due TG al giorno e tutti i meteo della Mediaset sono sottotitolati in diretta. L’interpretazione in LIS viene fornita solo per 1 ora settimanale dei TG di RAI e Mediaset.

Quanti all’insegnamento della LIS, infine, esso si suddivide in tre livelli, stabiliti dall’Ente Nazionale Sordi, alla fine dei quali si può scegliere se frequentare corsi per assistente alla comunicazione, di cui ho già parlato, o se intraprendere la carriera da interprete libero professionista.

AFFERMAZIONE PRIVA DI FONDAMENTO  IN QUANTO  L’ENS NON STABILISCE PROPRIO NULLA ECCETTO L’ORGANIZZAZIONE INTERNA DEI PROPRI CORSI
VA ANCHE DETTO CHE  LA MAGGIOR PARTE DEI  CORSI PER INTERPRETI  CHE SI SVOLGONO NEL TERRITORIO NAZIONALE NON SEGUE AFFATTO LA SUCCESSIONE COSI’ DESCRITTA. 
.
 L’insegnamento può essere dispensato dall’Ente Nazionale Sordi (l’anno scorso solo 10 ncorsi di 3° livello sono stati attivati in tutta Italia), dagli Enti locali (corsi per disoccupati) o dalle università, per lo più sotto forma di corsi di alta formazione o master. Solo in un caso (SSLMIT Trieste) abbiamo la presenza di corsi di laurea curriculari in Lingua dei Segni.
In tutti i casi, i corsi sono strutturati secondo le direttive dell’Ente Nazionale Sordi.

VALE QUANTO GIA’ DETTO IN PRECEDENZA E CIOE’ LE DIRETTIVE DELL’ENS VALGONO  SOLO PER LE ATTIVITA’ INTERNE DI DETTA ASSOCIAZIONE E NON SONO NORME DI LEGGE.

NEL PARAGRAFO E SOPRATTUTTO NELL’ULTIMA RIGA IL RELATORE FA APPARIRE IMPROPRIAMENTE E FALSAMENTE COME NORME  (CHE OVVIAMENTE NON ESISTONO) SEMPLICI DISPOSIZIONI INTERNE ALL’ENS.

Prof.  Dino  Giglioli – Presidente Nazionale ANIMU

Bologna  18   Aprile 2008

 


 

10 FEBBRAIO 2008

CORSI LIS:

  • CORSO LIS 1° LIVELLO
    Periodo:
    marzo/giugno 2008
    Inizio lezioni:
    martedì 4 marzo 2008

  • CORSO LIS 2° LIVELLO
    Periodo: febbraio/giugno 2008
    Inizio lezioni: martedì 12 febbraio 2008

Richiedere informazioni via mail scrivendo a:
segreteria@lis-learning.com


22 Gennaio 2008

NON VOLTARMI LE SPALLE
Anna, una ragazza sorda giunta da un’altra città,  si iscrive in un Istituto Superiore del Trentino.   Le sue difficoltà iniziali,  le incomprensioni  e l’esito finale del difficile percorso di integrazione costituiscono il tema conduttore del film che sarà proiettato Giovedì 24 gennaio presso il Cinema Lumiere. A seguire,  una riflessione finale sul film.   L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Gualandi di Bologna. 

Giovedì 24 gennaio 2008 – ore 17  -  CINEMA LUMIERE
Sala Scorsese – Via Azzogardino 65 Bologna
Film sottotitolato – Ingresso gratuito

NON VOLTARMI LE SPALLE
Regìa Fulvio Wetzl (72’)

Presentazione e riflessione finale sul film con la partecipazione di:

  • Roberto Bombardelli - Istituto Sup. "Don Milani - Depero"
  • Angelo Errani - Università di Bologna
  • Susi Bagni - FADIS

Con il patrocinio di:

  • Cineteca di Bologna
  • Comune di Bologna
  • Alma Mater Studiorum Università di Bologna
  • Istituto di Istruzione Superiore "Don Lorenzo Milani - Fortunato Depero" Rovereto (TN)
  • FADIS
  • Regione Emilia Romagna

SCHEDA DI PRESENTAZIONE FILM
La vicenda si svolge al “Don Milani-Depero” e nella città di Rovereto ad inizio anno scolastico e visualizza i vissuti (anche immaginari) dei protagonisti coinvolti nel processo di integrazione.
Il tono del lavoro didattico è vivace.

Centrale il motivo dell’arte e del suono, che unisce i vissuti dei protagonisti e mette in evidenza la diversità del modo in cui sono percepiti i fatti umani e relazionali.

Tutto, nel film, concorre ad unificare nella differenza i protagonisti, che cercano tutti la stessa cosa (amore) ognuno nel proprio modo (compreso il gatto Max/Nuvola).

Questo fatto si intuisce fin dall’inizio: quasi tutti sbagliano nell’approccio al tema della diversità e dell’integrazione della protagonista Anna.

Tuttavia questi problemi diventano stimoli e occasioni di interazione: sono indici di una relazione desiderata anche se temuta superficialmente, poiché impone un cambiamento nel proprio sé.

Anna, la protagonista, parlerà solo alla fine del film. Prima, pur essendone capace, eviterà di farlo e si esprimerà soltanto in Lingua dei Segni, per non essere identificata come deficitaria a causa del suo modo “strano” di verbalizzare oralmente.

Alla fine la studentessa coglierà l’occasione di una visita in classe del gatto Max, ramingo e sperduto, per parlare ed esprimere a voce (poiché rassicurata) il concetto unificante del film: “Il gatto fa miao non come fame, ma come casa… amore”).

Il gatto rappresenta la storia nella storia, il modo più chiaro e istintivo di cercare quello che gli esseri umani evidenziano in forma talvolta mascherata, nei sogni, per effetto delle rappresentazioni fantastiche dell’inconscio.

Per informazioni:

Fondazione Gualandi a favore dei sordi
Via Nosadella 47 Bologna – tel/fax 0516446656
iniziative@fondazionegualandi.it
web: www.fondazionegualandi.it


 

19 Novembre 2007

IL RICONOSCIMENTO DELLA LIS: LA MONTAGNA HA PARTORITO UN TOPOLINO?

Dopo quarant’anni di battaglie, due risoluzioni del Parlamento Europeo, sit-in dei sordi, polemiche furiose sui giornali e progetti di legge puntualmente quanto inutilmente proposti,  il  Consiglio dei Ministri ha approvato  un  Disegno di Legge  il cui titolo recita: “Disegno di Legge  recante  disposizioni  per la promozione della piena partecipazione  delle persone sorde alla vita collettiva”  sbrigativamente licenziato dai mass media con la dizione “ Riconoscimento della LIS”. 
C’è voluta la pazienza e la costanza del Ministro Paolo Ferrero che ha saputo cucire ed operare una sintesi tra posizioni diametralmente opposte: gli oralisti duri e puri che di Lingua dei Segni non ne volevano sentir parlare e l’Ente Nazionale Sordi favorevole da sempre.
A leggere frettolosamente il testo licenziato,  reperito dal sito del Governo,   sembrerebbe che la montagna abbia partorito un topolino, ovvero tanta fatica per poco risultato,  ma così non è e proverò a spiegarne le motivazioni  e cioè  cosa comporteranno un paio di articoletti tanto banali  ed all’apparenza tanto innocui.
L’articolo 3 esplicita  l’impegno della Repubblica a promuovere nei sordi l’acquisizione  e l’uso della Lingua italiana orale  e scritta.  Si potrebbe commentare  che questo impegno già esiste nella nostra Legislazione per tutti i cittadini italiani,  ivi compresi quindi anche i sordi, ma tant’è: potremmo etichettare l’articolo in questione come “ un  contentino fatto agli oralisti”.
I mattoni,  ovvero gli articoli che pesano, sono invece il secondo ed il quarto al  punto 2/d,    i quali potrebbero attenuare,  se non vanificare,  il grosso ostacolo costituito dall’ articolo 4, punto 3, che prentoriamente  dichiara che la norma approvata dovrà essere senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.   In questo periodo di vacche magre  e con il “Tesoro” guardingo sul versante della spesa il Ministro Ferrero non poteva evidentemente fare di più.
Dove quindi la scappatoia?  E’ facile immaginare che,  una volta approvata definitivamente la norma con il suo regolamento di attuazione, qualsiasi sordo segnante ricorrerà ad un Giudice qualora non vedesse riconosciuto il suo diritto di  utilizzare la LIS.
Occorre al riguardo specificare che tale diritto,  ed in taluni casi dovere, è già previsto in diverse disposizioni  già vigenti come ad  esempio quando il sordo si trova in tribunale  oppure quando sostiene l’esame orale  per il conseguimento della patente di guida.  La presenza dell’Interprete,   in caso di compravendita di un immobile davanti al notaio,  è prevista da una norma che risale addirittura  al 1913.
L’articolo che più ci interessa è il  quarto, punto  b,   dove si parla  degli operatori;   il discorso ci riguarda  da vicino visto che  si tratta anche di Interpreti LIS e di Assistenti per l’autonomia e la comunicazione.
Si andrà  verso una formazione universitaria, così come avviene peraltro nei maggiori paesi europei,  con una prevedibile “sanatoria” per coloro che oggi operano nel settore,  sprovvisti di  laurea.
Al riguardo l’ANIMU,  l’Associazione Nazionale Interpreti LIS che rappresento,  ha già predisposto un proprio testo da sottoporre  al Ministro   e dove sono esplicitati i nostri orientamenti sullo standard professionale degli operatori e sul loro percorso formativo.
E se cade il Governo?  Niente paura,  nella precedente legislatura l’autorevole Gianni Alemanno si era speso firmando un progetto  di Legge non dissimile negli obiettivi da quello che presumibilmente si definirà nel Regolamento di attuazione che seguirà il DDL approvato,  ed immaginiamo vorrà tener fede agli impegni presi.
Aspetta e spera recitava una canzonetta d’altri tempi:  Chi vivrà vedrà.

Dino Giglioli


 

18 Novembre 2007

Benvenuti in lis-learning.com!

A breve, notizie ed approfondimenti dal mondo della L.I.S.